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L’Ordine di Marina Militare dei Cavalieri di Santo Stefano venne istituito il 15 marzo 1561 da Cosimo I° de’ Medici, Duca di Toscana, con lo scopo di difendere le coste toscane dalle incursioni dei pirati saraceni e per la liberazione dei cristiani caduti schiavi degli infedeli islamici. Tutto ciò nel quadro di una più ampia difesa della cristianità europea contro l’espansionismo ottomano-islamico nel Mediterraneo e verso l’Europa.

 

L’Ordine fu posto, con l’autorizzazione di papa Pio IV, sotto la regola dei Monaci Benedettini, e venne intitolato a Santo Stefano (papa e martire) perchè il giorno della ricorrenza del Santo (il 2 agosto) Cosimo I° conseguì due importanti vittorie che gli consentirono di conquistare i territori della Repubblica di Siena.

La prima sede dell’Ordine fu l’Isola d’Elba, poi fu spostata a Pisa, mentre la base navale operativa fu posta a Livorno.

Cosimo e i suoi discendenti Granduchi di Toscana si fregiarono del titolo di Gran Maestro dell’Ordine. Il Gran Maestro governava l’Ordine insieme al Consiglio dei Dodici, composto da Cavalieri scelti.

L’Ordine aveva grandissimi possedimenti e disponeva di 221 galee, 38 galeotte, 750 cannoni, 34.000 militari, 1.300 marinai e 4.100 rematori. L’insegna dell’Ordine era una croce ottagona smaltata di rosso e bordata d’oro.

 

I Cavalieri di Santo Stefano costituirono un importante strumento per accrescere e consolidare la potenza del Granducato e per forgiarne la classe dirigente.

I Cavalieri catturarono 200 fra vascelli e galee turche che infestavano il mar Tirreno.

L’Ordine partecipò con estremo valore alla grande battaglia navale di Lepanto del 1571 contro le armate turche, armando dodici galee e contribuendo in modo determinante alla vittoria delle forze cristiane. Il Comandante della flotta, Marc’Antonio Colonna, pretese infatti che su ogni nave vi fossero 30 Cavalieri di Santo Stefano, considerati i migliori nelle battaglie navali contro i turchi, e nominò sei di loro comandanti.

Inoltre l’Ordine intervenne in soccorso di Malta, nella conquista di Prevesa e Bona, nella guerra di Candia, nella guerra Turco-Imperiale, nelle campagne in Dalmazia e Negroponte e nella guerra di Corfù.

I Cavalieri di Santo Stefano rimasero presenti nel Mediterraneo fino alla crociata in Morea del 1719.

 

Succeduti gli Asburgo-Lorena ai Medici sul trono di Toscana, il Granduca Pietro Leopoldo I° riorganizzò l’Ordine, che abbandonò gli scopi militari per occuparsi di studi e attività pacifiche. D’altra parte, la guerra della Toscana contro le aggressioni musulmane era ormai terminata, con la vittoria schiacciante dei gloriosi Cavalieri toscani.

L’invasione francese del 1799 comportò l’abolizione dell’Ordine, che venne ripristinato nel 1815 dal Granduca Ferdinando III°, appena reinsediatosi sul trono.

L’Ordine fu definitivamente soppresso nel 1859 in occasione dell’annessione del Granducato di Toscana nel Regno d’Italia.

 

La chiesa di S. Stefano dei Cavalieri a Pisa

Il monumento celebrativo dei successi militari dei Cavalieri di Santo Stefano costituisce il simbolo principale della Città di Livorno, nata praticamente insieme all’Ordine e base navale dei Cavalieri: è il monumento al Granduca Ferdinando I° de’ Medici, figlio di Cosimo e suo successore, opera dello scultore Bandini eretta nel 1610, comunemente conosciuto come monumento “dei quattro mori”.

Successivamente, infatti, sotto la statua del Granduca vestito della divisa di Gran Maestro dell’Ordine, vennero collocate quattro statue in bronzo raffiguranti pirati musulmani incatenanti, dello scultore Tacca.